Dieta Sirt: la dieta del gene magro

La dieta Sirt, conosciuta anche come la dieta del gene magro, è spopolata nel maggio del 2020 in seguito alla comparsa in rete di foto che ritraggono l’incredibile trasformazione della cantante Adele.

Si tratta di un regime alimentare pubblicizzato come dimagrante e salutistico.

Che cos’è la dieta Sirt?

La dieta Sirt è spopolata nel maggio del 2020 in seguito alla comparsa in rete di foto che ritraggono l’incredibile trasformazione della cantante Adele.

Si tratta di un regime alimentare pubblicizzato come dimagrante e salutistico.

La dieta Sirt, nata nel Regno Unito nei primi anni del nuovo millennio, è stata ideata dalle menti di Aidan Goggings e Glenn Matten. Questi due nutrizionisti erano già noti per aver collaborato nel team medico di un famoso club sportivo londinese e per aver seguito il programma alimentare di atleti olimpici e prestigiose celebrity.

I due sarebbero stati stimolati dai promettenti risultati di alcuni studi scientifici condotti nei primi anni 2000 in ambito nutrizionale. Avrebbero così costruito la dieta “perfetta”, capace non solo di mantenere in salute, ma anche di garantire una veloce e duratura perdita di peso.

Sembrerebbe dunque la soluzione definitiva, ma andiamo a scoprire di cosa si tratta nel dettaglio!

Su quali principi si basa la dieta Sirt?

Il principio fondamentale della dieta Sirt sarebbe quello di mangiare quotidianamente determinati alimenti. Questi, agendo a livello genetico e metabolico, mimerebbero gli effetti che il digiuno ha sul nostro corpo. Le conseguenze sarebbero due: dimagrimento e longevità. Ma come è possibile?

Secondo i principi della dieta Sirt e gli studi su cui si basa, una categoria di nutrienti, i polifenoli, contenuti in specifici alimenti chiamati appunto “alimenti sirt” o “sirtfood”, attiverebbero direttamente l’espressione di una famiglia di geni presenti nel nostro DNA. Questo porterebbe alla produzione di particolari proteine chiamate sirtuine, a cui deve il nome la dieta stessa.

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I ribes sono considerati “alimenti Sirt”

Questi geni avrebbero preso in taluni casi l’ambizioso nome di “geni magri” o “geni della magrezza”. Questo perché i loro prodotti, le sirtuine, sembrerebbero implicati in quei meccanismi regolatori del metabolismo che normalmente si attivano in seguito al digiuno, promuovendo dimagrimento e salute. Da qui il motivo per cui la dieta Sirt prende anche il nome di “dieta del gene magro”.

Il tutto associato ad un iniziale restrizione calorica che, secondo la dieta Sirt, darebbe la spintarella verso un dimagrimento veloce, facile e senza rinunce.

È proprio quest’ultima una delle principali caratteristiche della dieta Sirt esaltata dai suoi sostenitori: questo regime alimentare non prevedrebbe esclusioni e rinunce. Al contrario verrebbero solamente inclusi determinati cibi, ovvero quelli contenenti i magici nutrienti simulatori di digiuno.

Grazie a questi il dimagrimento sarebbe assicurato e duraturo, senza il rischio di patire fame. Ma sarà davvero così?

In cosa consiste lo schema alimentare?

La dieta Sirt non solo è stato uno degli argomenti più cliccati in rete, ma, grazie al libro “Sirt: la dieta del gene magro”, ha spopolato in formato ebook e tra gli scaffali di Feltrinelli e Mondadori.

All’interno di questo vero e proprio manuale è spiegato nel dettaglio lo schema alimentare della dieta Sirt.  Inoltre, vi è proposta una lista di sfiziose ricette contenenti in abbondanza i famosi alimenti Sirt.

Essendo l’obiettivo principale della dieta Sirt il dimagrimento, il protocollo prevede il susseguirsi di due fasi:

la prima caratterizzata da una repentina perdita di peso e la seconda volta al consolidamento del peso raggiunto. Questo, secondo la dieta Sirt, dovrebbe mantenersi stabile anche alla fine della dieta stessa, a patto di continuare ad assumere quotidianamente gli specifici alimenti proposti.

  1. La prima fase è quella più intensa e difficile, dura una settimana e prevede una notevole restrizione calorica, ovvero non più di 1000 Kcal quotidiane nei primi 3 giorni. Nei successivi 4 giorni è previsto un parziale aumento dell’introito calorico fino a 1500 Kcal. Nel corso di questo primo ciclo sarebbe prevista la più consistente perdita di peso, ovvero ben 3,5 Kg in soli 7 giorni.

Ma essendo un regime così restrittivo, com’è possibile che non si abbia fame? Tranquilli, la soluzione risiederebbe proprio nei famosi alimenti Sirt. Questi, assunti sottoforma di beveroni centrifugati (i “succhi verdi”), oltre a stimolare i geni delle sirtuine, sarebbero anche in grado di sopprimere l’appetito a livello cerebrale.

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I succhi verdi sono centrifugati alla base della dieta Sirt

La seconda fase, per la quale non è previsto un limite calorico massimo, dura due settimane. Durante questo ciclo il peso dovrebbe calare in modo lento e costante per consolidamento degli effetti dovuti agli alimenti Sirt.

Riassumendo: forte restrizione calorica, beveroni che sostituiscono pasti e selezione di specifici alimenti… alla fine non sembrerebbe discostarsi poi così tanto da tutte le altre malsane diete dimagranti di moda e popolari sul web!

Alimenti consentiti

Durante le tre settimane comprese nel protocollo della dieta Sirt, gli alimenti consentiti sono quelli contenuti nella lista dei cosiddetti “alimenti sirt” o “sirtfood”. Questi conterrebbero i particolari polifenoli responsabili dell’attivazione genica e metabolica. Sono gli unici protagonisti dei cosiddetti “succhi verdi” oppure possono essere accompagnati da carne o pesce, mentre tutti gli altri sono temporaneamente banditi almeno fino alla fine di entrambi le fasi.

Ma uno dei suoi vanti non era proprio quello di non escludere nessun alimento?

Ecco di seguito alcuni di questi magici alimenti:

  • Mele
  • Agrumi
  • Mirtilli
  • Fragole
  • Cavolo
  • Sedano
  • Rucola
  • Cipolla rossa
  • Radicchio
  • Prezzemolo
  • Peperoncino
  • Curcuma
  • Cioccolato fondente 85%
  • Olio extravergine d’oliva
  • Noci
  • Tè verde matcha
  • Caffè
  • Vino rosso

Non vi sono nuovi, vero? In realtà non sono altro che alcuni degli alimenti presenti alla base della dieta Mediterranea e, nelle giuste dosi, sani… coincidenze?

Menu della dieta Sirt

Il protocollo alimentare dettagliato si distingue come segue a seconda della fase:

 Ogni giorno:
Fase 1, giorni 1-3– 3 succhi verdi Sirt – 1 pasto solido a base di alimenti Sirt
Fase 1, giorni 4-7– 2 succhi verdi Sirt – 2 pasti solidi a base di alimenti Sirt
Fase 2, per 14 giorni– 1 succo verde Sirt – 3 pasti solidi a base di alimenti Sirt

Cosa sono i “succhi verdi”? Non sono altro che i famosi (e sicuramente poco invitanti) centrifugati alla base della dieta Sirt. Sono composti da cavolo, rucola, prezzemolo, sedano, mela verde, succo di limone e tè verde matcha… nient’altro che beveroni di acqua, qualche vitamina e clorofilla, che, secondo i dubbiosi principi di questa dieta, dovrebbero in qualche modo inibire l’appetito.

In cosa consistono i “pasti solidi”? Sono i piatti proposti dalle ricette presenti nel libro ufficiale.

Sono tipicamente ricchi di alimenti Sirt affiancati da carne o pesce, accompagnati da verdure e… quasi mai contenenti una fonte di carboidrati.

Anche in questo caso niente di nuovo rispetto alle “diete lampo” dimagranti che vanno tanto di moda!

Cosa succede quando si smette?

Stando a quanto analizzato, quindi, dopo sole tre settimane di “ regime alimentare Sirt”, si dovrebbe godere di un decremento del peso di almeno 3 Kg.

 Quest’ultimo sarebbe caratterizzato non solo da una diminuzione della massa grassa, ma anche da un’aumentata massa magra… ma è davvero così?

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La dieta Sirt promette una drastica riduzione di massa grassa e magra

Inoltre, alla fine della dieta cosa succede? Quali sono le indicazioni a lungo termine? Gli autori della dieta Sirt raccomandano di continuare a basare la propria alimentazione sulla lista degli alimenti Sirt, meglio seguendo le ricette proposte.

Raccomandano inoltre di bere un succo verde al giorno e di fare attività fisica moderata 30 minuti al giorno per 5 volte a settimana. In questo modo sarebbe stimolata l’attività delle sirtuine e sarebbe garantito non solo un costante dimagrimento nel tempo, ma anche salute e longevità.

Chi l’ha provata?

La strategia alimentare proposta dalla dieta Sirt, così come tante altre diete a scopo dimagrante diventate pericolosamente di moda negli ultimi anni, deve la sua fama ad alcune celebrità.

Il primo personaggio ad averla seguita è stata Poppa Middleton. Questa, volendo emulare la sorella Kate e la sua nota dieta Dukan pre-matrimonio, ha voluto attenersi a questo regime dietetico per apparire in forma alle sue nozze nel 2017.

Ma il caso veramente eclatante che ha portato la dieta Sirt sotto i riflettori è stato quello della cantante inglese Adele. La cantante nel maggio del 2020 ha pubblicato sui social una foto in cui appariva quasi irriconoscibile con ben 30 Kg in meno rispetto a come eravamo abituati a conoscerla. Tra il pubblico è esplosa preoccupazione, ma anche curiosità e in pochissimo tempo la dieta Sirt è diventata una delle più cliccate del periodo. Anche nel corso dei mesi successivi Adele ha continuato a perdere visibilmente peso, ma bisogna specificare che nessuno di noi conosce i dettagli della sua vita privata e dell’effettivo percorso che sta intraprendendo.   

Ma quindi funziona la dieta Sirt?

Sulla copertina del libro “Sirt: la dieta del gene magro” troviamo scritto la dicitura “clinicamente testato”.

Ma presta attenzione!

Effettivamente al suo interno viene riportato il risultato di uno studio con esito positivo condotto dagli autori stessi. Peccato che sia stato considerato un campione di sole 39 persone, un gruppo davvero troppo piccolo per poter fare una simile affermazione!

In ogni caso, si tratta di un regime alimentare caratterizzato da un iniziale approccio fortemente ipocalorico accompagnato da una totale esclusione di diverse classi di alimenti. Di conseguenza la perdita di 3 Kg nella prima settimana non è di certo un risultato inaspettato! Questo, a sua volta, genera un senso di fiducia e motivazione nell’utente che vi si approccia.

Ma si può parlare di reale dimagrimento?

Assolutamente no.

Oltre ad essere un approccio non corretto, bruciare ed eliminare massa grassa richiede tempo. È un processo che di certo non può avere effetti tangibili in una o tre settimane, pertanto gli autori della dieta Sirt mentono già in partenza. L’iniziale perdita di peso, infatti, non può che essere una perdita di liquidi dovuti alla carenza di carboidrati e alla natura ipocalorica dello schema.

Ma la teoria del “gene magro” è vera o no?

Certamente ci sono alcune evidenze scientifiche che mettono in relazione l’interazione di specifici nutrienti con l’espressione genica e determinati effetti sul metabolismo, anche in senso dimagrante.

Le scienze che studiano le reciproche interazioni tra cibo e DNA si chiamano Nutrigenetica e Nutrigenomica. Tuttavia, si tratta di scienze ancora giovani e studi decisamente preliminari.

Si tratta di studi basati su osservazioni epidemiologiche più o meno precise o su sperimentazioni di nutrienti altamente purificati somministrati a cellule o animali modello. L’effetto che il cibo ha sul nostro corpo e sulla nostra vita non è così standardizzabile come prendono in considerazione gli autori della dieta Sirt.

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Uno dei punti deboli della dieta Sirt è l’elevata standardizzazione del nostro corpo

 Ci sono tanti, troppi elementi che influenzano la risposta del nostro corpo ad un alimento.

Per esempio, il vino rosso rientra nella lista degli “alimenti Sirt” grazie ad una molecola chiamata resveratrolo. Studi scientifici hanno davvero provato che questa molecola provoca gli stessi effetti positivi che porterebbe la restrizione calorica.

 Peccato che la sua biodisponibilità sia bassissima e parte di esso venga assorbito solamente a livello della bocca![1] Alla luce di ciò, oggigiorno non è possibile parlare di “geni magri” perché sarebbe fuorviante e ingannevole.

Rischi, effetti collaterali

I rischi della dieta Sirt sono in primo luogo quelli riconducibili alla natura fortemente ipocalorica che caratterizza la fase iniziale.

Durante quest’ultima è prevista un’assunzione calorica giornaliera verosimilmente sempre inferiore al metabolismo basale dell’utente che vi si approccia. Gli effetti collaterali tangibili sono ipoglicemia, debolezza, capogiri, fame (nonostante i succhi verdi), disturbi del sonno e irritabilità.

Inoltre, ricordiamo che il metabolismo basale è l’energia che l’organismo e gli organi che lo compongono spendono (e quindi necessitano) per svolgere le normali attività vitali quotidiane. Ad eccezione di rari casi, sempre strettamente monitorati da un professionista, l’introito calorico giornaliero non dovrebbe mai essere inferiore a questo parametro, anche durante un percorso dimagrante di successo.

Sempre dal punto di vista nutrizionale, la dieta Sirt promuove l’esclusione di intere categorie di alimenti: cereali e loro derivati (ad eccezione del grano saraceno), legumi, latte e formaggi, uova, tutti alimenti che dovrebbero comparire quotidianamente o settimanalmente all’interno di una dieta sana secondo le linee guida ufficiali (LARN, Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana[2]).

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Un rischio della dieta Sirt è l’eccesso di alcuni alimenti consentiti come il vino rosso

Fortunatamente questa forte selettività è indicata solo per le tre settimane comprese nello schema. Tuttavia non viene considerato che alcune persone potrebbero più o meno ingenuamente protrarla nel tempo per avere ulteriori risultati. Un altro motivo per cui la dieta Sirt rientra nella categoria delle diete “fai da te” potenzialmente pericolose.

Anche la forte idealizzazione di una selettiva lista di cibi potrebbe essere pericolosa. Un utente inconsapevole potrebbe abusare di uno o più degli alimenti cosiddetti “Sirt”, pensando di ottenere un’entità di vantaggi proporzionale alla loro assunzione, quando ovviamente non è così. Un qualsiasi alimento mangiato in eccesso, infatti, oltre ad apportare in taluni casi un’eccessiva quantità di calorie (si pensi al cioccolato), potrebbe portare a conseguenze spiacevoli e possibilmente dannose per la salute. Un esempio evidente è quello del vino rosso: l’etanolo contenuto in esso è cancerogeno di primo grado e la sua tossicità aumenta con la dose di assunzione![3]

Dieta Sirt e conseguenze psicologiche

La restrizione alimentare sia quantitativa che qualitativa così severa, potrebbe verosimilmente essere molto difficile da gestire dal punto di vista psicologico.

Questo potrebbe portare a peggiorare un rapporto con il proprio corpo e con il cibo già compromesso. Potrebbe provocare ansia e sconforto, portare alla rinuncia e alla sensazione di fallimento personale, alla perdita della motivazione e molto probabilmente ad un recupero totale del peso perso (effetto yoyo), con finale negativizzazione dei percorsi dimagranti. Questi ultimi al contrario, quando seguiti da nutrizionisti professionisti del settore, si rivelano efficaci, sostenibili, educativi e sereni.

Controindicazioni

Alla luce di ciò, possiamo dedurre che la dieta Sirt non sia una strategia nutrizionale consigliabile e in particolare è assolutamente controindicata per:

  • persone con diabete, in quanto l’eliminazione di fonti di carboidrati porterebbe a episodi di forte ipoglicemia pericolosi soprattutto durante la terapia insulinica[4]
  • atleti e sportivi, soprattutto per il mancato apporto delle giuste quantità di energia e macronutrienti
  • soggetti in crescita, i quali riscontrerebbero danni e ostacoli all’accrescimento
  • donne in gravidanza o in allattamento, poiché la salute del bambino e della madre stessa verrebbe seriamente compromessa

Testimonianze e opinioni

Le testimonianze presenti sul web confermano gli scenari che abbiamo detto in precedenza.

In linea con quanto previsto, la promessa della repentina perdita di peso iniziale è mantenuta. Tuttavia mancano opinioni che riportano dati riguardanti l’effettiva composizione corporea e gli effetti sul lungo termine.

Spesso viene riportato che, al contrario di quanto promesso, il senso della fame è ben presente e la mancata sostenibilità delle fasi iniziali della dieta portano l’utente ad abbandonarla.

Dalle testimonianze è anche possibile prendere visione dei pericoli che una dieta del genere può apportare. Ingenuamente una persona potrebbe protrarre lo schema alimentare della dieta per un periodo di tempo superiore a quello raccomandato, con l’obiettivo di perdere una quantità di peso maggiore, provocando seri danni alla propria salute.

Infine, vi sono testimonianze che criticano la dieta Sirt per quanto riguarda la difficoltà nel reperire ortaggi fuori stagione, la complessità delle ricette presentate sul libro e l’impossibile personalizzazione dello schema alimentare.

Si tratta di un vero dimagrimento quindi?

La risposta è…No!

La diminuzione della massa grassa non si ottiene in questo modo e nel giro di un tempo così ristretto. Infatti, in questo caso il calo ponderale è da attribuire principalmente alla perdita di acqua dovuta alla mancanza di carboidrati nella dieta.

Anche la dieta Sirt rientra nella categoria delle diete “fai da te”, diseducativa e potenzialmente pericolosa per gli utenti che si affacciano sul web senza una solida educazione alimentare alle spalle.

Ma allora come si spiega l’effettivo risultato positivo in termini di peso e salute che potrebbe essere stato sperimentato sul lungo termine da alcune persone? La risposta risiede nella domanda stessa: il risultato deriverebbe dal protrarre determinate abitudini per un periodo di tempo molto lungo.

In questo caso l’abitudine riconducibile alla dieta Sirt che potrebbe davvero fare la differenza in senso positivo sarebbe l’attenzione verso un consumo quotidiano di una moderata varietà di frutta e verdura e un’attività fisica regolare.

Si tratta di abitudini oggettivamente sane e alla base di uno stile di vita sano, ovvero quello tipico della dieta Mediterranea.

Conclusioni

Allora perché accontentarsi di un suo mediocre surrogato, quando con meno sforzi e più piacere è possibile abbracciarla appieno, godendo di tutta la sua varietà e dei suoi benefici?

È proprio sulla base di essa che si fondano i principi degli approcci professionali dei nutrizionisti esperti del settore.

L’obiettivo è quello di accompagnare le persone verso una serena ricomposizione corporea e una vera e duratura perdita della massa grassa. Il nutrizionista guida le persone attraverso un percorso personalizzato e volto all’acquisizione di consapevolezza e educazione alimentare: i capisaldi di uno stile di vita sano e sostenibile in cui il dimagrimento è solo una conseguenza.

Bibliografia

[1]High absorption but very low bioavailability of oral resveratrol in humans” Thomas Walle, Faye Hsieh, Mark H. DeLegge, John E. Oatis and U. Kristina Walle – Drug Metabolism and Disposition – December 1, 2004, 32 (12) 1377-1382

[2] https://sinu.it/tabelle-larn-2014/

[3] IARC Working Group on the Evaluation of Carcinogenic Risks to Humans. Alcohol Drinking. IARC Monogr Eval Carcinog Risks Hum 1988; 44: 1–416.

[4]Hypoglycemia and Diabetes: A Report of a Workgroup of the American Diabetes Association and The Endocrine Society” Elizabeth R. Seaquist, John Anderson, Belinda Childs, Philip Cryer, Samuel Dagogo-Jack, Lisa Fish, Simon R. Heller, Henry Rodriguez, James Rosenzweig, Robert Vigersky.

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Francesca​ Givoia
Biologa nutrizionista, laureata in Biologia applicata alle scienze della nutrizione all'Università degli Studi di Milano. Iscritta all'Ordine dei Biologi, esercita la libera professione di Nutrizionista in autonomia e in collaborazione. Appassionata di buona cucina, dispensa gustose ricette e pratici consigli di organizzazione che puoi trovare anche su suo profilo Instagram.
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